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| Le ville del Palladio. |
Villa Barbaro - Maser ( Treviso ) |
Per alcuni è la villa del Palladio che, dal punto di vista architettonico, piace meno. Dal punto di vista ambientale la villa è un “unicum“, perché adagiata ai piedi di una modesta collina dalla quale deriva l’acqua per il ninfeo, acqua che poi passa alla villa per l’uso domestico, che quindi scende nelle pescaie, venendo quindi riutilizzata. Dicevamo che può piacere meno, perché dopo aver visto tutta l’armonia, tutto il ritmo straordinario che il Palladio imprime in tutte le sue costruzioni precedenti, si può percepire una dissonanza data dalle due ali laterali, e più precisamente dalle due meridiane, che risultano in pazzesco contrasto con i porticati e che vanno ad interrompere paurosamente il ritmo nel colonnato delle barchesse.
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Sta di fatto che questa villa Barbaro è stata realizzata per i due fratelli Barbaro, uno ambasciatore della Serenissima a Roma, l’altro Patriarca di Aquileia, intellettuali, architetti dilettanti ( uno dei due appassionatissimo di iconoplastica, cioè decorazioni con il gesso ), che avevano commissionato a Palladio di dare una spiegazione a tutti i disegni inseriti nel trattato di Vitruvio, che loro avevano tradotto dal latino al volgare. Palladio quindi si trova a dover lavorare a stretto contatto di gomito con due eminenze grigie, due potenze economiche e politiche, che hanno fortissima personalità e che vorrebbero essere anche architetti e decoratori. L’impressone è che queste due forti personalità abbiano imposto alcune scelte a Palladio, che, per carattere, per convenienza, per necessità, in qualche modo ha accontentato le esigenze della committenza, venendo meno a quella che era la sua felice intuizione di un ritmo straordinario. |
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A sinistra: il ninfeo di Villa Barbaro. E’ una struttura che viene ripresa dalle ville romane, costituita da una grotta artificiale, composta da due minuscole stanze che servivano per le letture e gli ozi nel periodo estivo. A noi sorprende soprattutto la ricchezza dei talamoni, queste statue di uomini che sorreggono l’architrave e che si sostituiscono ai pilastri. La loro creazione era stata affidata a Vittoria, che era il più importante decoratore plastico del tempo; dalla analisi della composizione indubbiamente sono sì da attribuire a Alessandro Vittoria, ma è anche presente una seconda mano che viene attribuita come intervento di Daniele Barbaro nella decorazione della sua villa. Questa ricca presenza di sculture è da ricollegare allo straordinario hobby di uno dei due committenti. |
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Ci interessa inoltre il tempietto di Maser, a sinistra, che si trova al di fuori del recinto della villa. Tempietto che Palladio ricrea pensando al Pantheon, edificando rispetto alla costruzione romana i due torricini di facciata, voluti da Papa Sisto. Soprattutto ci interessa il ricchissimo pronao a sei colonne con le decorazioni nel timpano. Vedete che la caratteristica che accomuna la villa di Maser è proprio questa magniloquenza nel linguaggio. Da notare anche qui, oltre al capitello corinzio doppio, tra colonna e colonna è esteso un festone vegetale che arricchisce oltremodo la decorazione. Quindi la caratteristica di questa villa al di là della decorazione interna con gli affreschi di Paolo Veronese è la ricchezza è questa fastosità, questo decoro sovrabbondante che comunque deve essere ascrivibile alla committenza. |